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La chiesa di S. Nicola da Tolentino a Roma

Questa Chiesa ha avuto un grande architetto: Alessandro Algardi aiutato dai discepoli Guidi, Baratta e Ferrata.
L 'Algardi (nato a Bologna nel 1602 e morto a Roma nel 1654) fu scultore, architetto e orafo. Era esponente della scuola bolognese che stava in opposizione alla corrente propriamente barocca che faceva capo al Bernini, con cui l'Algardi sarà sempre in antagonismo. Prediligeva il marmo bianco, lavorava solo quello e lo trattava come avorio.
Dopo la morte di Urbano VIII, sotto Innocenzo X, caduto in disgrazia il Bernini, l'Algardi successe al suo grande antagonista come scultore; come architetto si affermò per molti lavori tra cui Villa Pamphili e la fontana del Cortile S. Damaso. È opera sua anche la tomba dei Mellini nella Cappella di S. Nicola da Tolentino a S. Maria del Popolo.
La raffigurazione di S. Leone Magno e Attila è la più grande scultura dell'epoca moderna (m. 7,15 x 4,05) ed è l'unico quadro scolpito della Basilica Vaticana (come anche vi è nella Basilica un solo dipinto essendo tutto il resto mosaico). Veramente l'artista aveva in mente di fare per S. Pietro tutti i quadri in rilievo come a S. Agnese in Piazza Navona. La tiara di Leone XI, nel monumento di questo Papa per 27 giorni, sembra un 'opera di oreficeria.
La Villa Pamphili, la più spaziosa di Roma (9 km. di perimetro,) per il suo clima soave è detta il "Belrespiro". La volle il Card. G.B. Pamphili, poi Innocenzo X, che dette incarico all'Algardi il quale si occupò e del palazzo e dei giardini. Questa villa è una incantata gentilezza di verde con fontane, statue, sarcofaghi, laghi, boschetti e un gran numero di animali. Fra le cento meraviglie del parco è ricordato un fauno di marmo che suona la zampogna mediante una macchina idraulica.
L'artista fu sorpreso dalla morte mentre stava lavorando per la decorazione della Chiesa di S Nicola da Tolentino in Roma.
L'Algardi col Bernini è lo scultore più noto nel seicento di Roma. Esaltato come "intelligente più di ogni altro della sua età ... nelle cui mani fu restituito lo spirito dei marmi".
La Chiesa e il Convento di San Nicola da Tolentino furono fondati dagli Agostiniani riformati che già erano a San Paolo alla Regola.
Nel 1606 il P. Agostino Maria da Savona propose al P. Generale la fondazione in Roma di un altro Convento come casa di noviziato e fu prescelto il luogo detto in Capo le Case poiché qui erano le ultime case di Roma nel rione Monti che Sisto V dotò di strade, acqua, fontane e obelischi. Fu acquistato un edificio che fu adattato a Convento con l'aiuto del Card. Francesco M. Del Monte che offrì 150 scudi e altri 25 li offrì il suo confessore P. M° Patrizio agostiniano portoghese, e con altri sussidi si fabbricò una chiesa dedicata a San Nicola da Tolentino. La Chiesa era larga 25 palmi, lunga 43, aveva due altari: uno dedicato al Santo, l'altro alla Madonna del Rosario; si adattò una stanza a sacrestia e un dormitorio con 27 piccole celle e alcune altre stanze necessarie, cosicché il 10 settembre dello stesso anno, festa di S. Nicola, fu inaugurata con Messa Solenne la provvisoria Chiesa e si diede subito inizio alla perfetta osservanza secondo la Regola di S Agostino. Il primo frate che morì nella nuova casa fu Fr. Marcellino da S Marco, di Velletri. Ci fu poi un periodo in cui si ammalarono molti frati, tanto che il convento non aveva più per provvederli del necessario. Fu proprio in questa circostanza che la provvidenza di Dio si manifestò chiaramente: una sera infatti una persona incognita portò al convento una carretta carica di materassi e altra roba per l'infermeria e nessuno seppe mai chi mandava tali provviste.
Nel 1607 un devoto offrì alla Chiesa una bella statua della Madonna di Savona.
Il Principe Don Camillo Pamphili, nipote di Innocenzo X, sposò Donna Olimpia Aldobrandini. Questa principessa si ammalò gravemente e su consiglio del suo confessore, P. Giovanni Agostino di S Giuseppe, agostiniano, si raccomandò a San Nicola da Tolentino; mangiò con fede il Pane benedetto del Santo e guarì miracolosamente. Fu allora che il principe decise di fare una nuova Chiesa più bella e più grande, dedicata anch'essa al Santo di Tolentino, con una sontuosa cappella. Ne parlò con il Papa suo zio, il quale suggerì di dedicare a San Nicola non una cappella laterale ma l'altare maggiore, come infatti fece il principe ordinando all'Algardi di scolpire un bel gruppo di marmo raffigurante San Nicola che riceve il Pane prodigioso dalla Vergine, opera che suscita ancor oggi l'ammirazione del visitatore.
La Chiesa di San Nicola fu scelta come tomba di famiglia dai duchi Lante, che in molti casi facevano richiesta di essere rivestiti dell'abito agostiniano dopo morte.
Per la descrizione esterna della Chiesa va ricordato che la facciata a due ordini è in travertino con colonne, nicchie, un finestrone e lo stemma dei Pamphili. Una magnifica scalinata iniziata il 25 settembre 1623 conduce all'ingresso.
L'interno è disposto a croce latina, molto fastoso, con ricca decorazione di marmi pregiati Ci sono tre cappelle a destra e tre a sinistra, due nella navata traversa. Nell'abside è l'altare maggiore e il coro. La volta si raccorda con la bella cupola dipinta da Giovanni Coli e Filippo Gherardi. L'altare maggiore è tutto opera dell'Algardi.
La sacrestia decorata da bellissimi armadi contiene diversi quadri raffiguranti episodi e miracoli della vita di San Nicola.
Leone XIII affidò la Chiesa agli Armeni che con le loro solenni funzioni specialmente a Natale e nella Settimana Santa richiamano molti romani e forestieri.
La decisione del Papa è anche oggi ricca di significato in quanto si rifà al Concilio di Firenze (1439) e alla convinzione del Papa Eugenio IV (1431-1447), che attribuì a S. Nicola la riconciliazione dei Cattolici con i fratelli separati d'Oriente.

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