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Testimonianze > Giuliana Dall'Osso

Scritto da Giuliana Dall’Osso, moglie di Ivo Gentili (fratello di fra Mario), nei ricordi di famiglia

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Era l’anno 1942 quando i genitori Elisa e Giovanni accompagnarono Mario, quattordicenne, nel convento degli agostiniani di Tolentino. Lì è rimasto per 64 anni e lì ha speso tutta la sua vita di umile fraticello al servizio della Chiesa e dei Confratelli.
È sempre stato operoso, allegro, sorridente: nessun problema gli ha mai complicato la vita; in oltre 60 anni non ha avuto il più piccolo litigio coi confratelli.
Era il primo ad alzarsi la mattina, l’ultimo a coricarsi di notte dopo le letture sacre e rosari recitati nei gruppi-famiglie ove si recava dopo cena. Era accogliente con tutti, specie coi pellegrini a cui illustrava con fervore la vita di San Nicola e li accompagnava nella Cripta, nel Cappellone, nel chiostro, dando notizie ben precise ed esaurienti.
E i pellegrini, compresi i bambini, ascoltavano entusiasti le sue parole arricchite da aneddoti e simpatiche battute che rendevano piacevole l’ascolto. Dotato di profonda conoscenza di Roma e del Vaticano, ha accompagnato con competenza numerosi pellegrinaggi alle visite in San Pietro e nei Musei Vaticani, lasciando in tutti un dolce ricordo di quel fraticello semplice, schivo, pallido, ma tenace e simpatico per le conoscenze di tanti particolari inediti.
Non dimenticava le date importanti dei parenti: onomastici, date di matrimonio, festività. Ogni volta ci raggiungeva, via telefono, per gli auguri e notizie rassicuranti sulla sua salute. E non mancavano le sue visite quando il superiore glielo permetteva. Il ricordo delle sue barzellette è ancora vivo nei nipoti!
Quando due anni fa venne a trovarci con Pacifico, la sorella Maria e il cognato Enzo, lo sentimmo tossire con insistenza. Diceva che era bronchite trascurata e che ne soffriva per tutta la stagione invernale. Fra Mario, per il compimento dei suoi doveri, dimenticava se stesso e si trascurava.
E un anno fa cominciarono a giungerci notizie preoccupanti; la risonanza magnetica aveva evidenziato una macchia in un polmone. L’indecisione dei suoi superiori sul come procedere, la paura di Mario ad affrontare un intervento chirurgico e poi la metastasi con la propagazione di macchie alle ossa del cranio e di una spalla fecero propendere per la chemioterapia. Ma una chemio non aggressiva, per non indebolire il suo fisico e il suo stato d’animo.
Mario, fiducioso nella cura e inconsapevole della gravità della sua malattia, al telefono mi disse: “Quando sarò curato verrò a trovarvi”. E a trovarci effettivamente è venuto due volte, dovendo fare una visita e poi un’applicazione a Villa Maria di Cotignola, non lontano da qui.
Una tosse insistente che non lo lasciava parlare la prima volta; una visita tranquilla senza tosse, ma con voce bassa, la seconda volta, dopo l’applicazione di un cerchio metallico al capo per un giorno e una notte.
Questa aveva fatto il miracolo? Aveva cancellato le macchie? Forse sì, quelle della testa, ma non quelle dei polmoni.
Infatti il beneficio è durato poco. La malattia si è aggravata; i polmoni si sono riempiti di liquido sempre più denso e di catarro; la sua voce si è fatta sempre più flebile. Sono arrivati gli ultimi giorni della sua vita con difficoltà crescente di respiro e le sue parole appena percettibili. “Quel che Dio vorrà” sussurrava. E a Pacifico che gli chiedeva perché alzasse gli occhi al Cielo, rispondeva: “Aspetto che da lassù mi chiamino!”
E la mattina del 2 maggio è spirato con tutti i conforti religiosi, compreso il sacramento dell’Unzione dei malati che un mese prima aveva voluto ricevere in chiesa, alla presenza di numerosissimi fedeli in lacrime.
Durante la cerimonia fece leggere gli appunti da lui scritti: il ringraziamento per tutti, l’assicurazione delle sue preghiere, la richiesta di perdono. Alle 18,30 del 3 maggio i funerali: imponenti e solenni, come quelli che si riservano a un santo. Una messa con la partecipazione di oltre cinquanta sacerdoti e degli appartenenti alla Congregazione di San Nicola, nel santuario gremito di fedeli commossi.
Fra Mario lascia in tutti coloro che lo hanno conosciuto un ricordo indimenticabile.
Resterà sempre nei nostri cuori il suo esempio di fede incrollabile, di generosità, di amore verso il prossimo ed anche di giovialità e di grande simpatia. Fra Mario, guardaci e aiutaci dal Cielo!


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