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GIOVANNI PAOLO II
pellegrino a Pavia
prega sulla tomba
di S. Agostino


«Su questa pietra stabilirò la fede che tu professi. Fonderò la mia Chiesa sulla tua affermazione “Tu sei il Cristo il Figlio del Dio vivente”. Tu infatti sei Pietro. Pietro deriva da pietra e non pietra da Pietro. Pietro deriva da pietra come cristiano da Cristo». (S. Agostino)

Il giorno 3 novembre 1984 rimane come data memorabile per tutta la famiglia Agostiniana a motivo della visita che il S. Padre ha compiuto al nostro Santuario di Pavia per venerare le Reliquie del nostro grande Padre e Maestro S. Agostino.
Per l'occasione i novizi agostiniani che si trovano a Tolentino e io, in rappresentanza di tutta la nostra comunità di San Nicola, ci siamo recati, pure noi pellegrini, a Pavia.
In mattinata siamo arrivati a San Pietro in Ciel d'Oro, ci siamo recati nella Cappella del Convento, sede del prenoviziato, e celebrando la S. Messa “Pro Pontifice” abbiamo pregato per il Vicario di Cristo che da lì a poche ore sarebbe venuto nella nostra Basilica di Pavia per pregare S. Agostino assieme ai religiosi agostiniani.
Naturalmente c'era ovunque aria di festosa attesa che traspariva nel volto gioioso di tanti confratelli venuti da ogni dove. A tavola ci siamo ritrovati in vera fratellanza con tutti i Religiosi dei diversi rami della Famiglia Agostiniana: oltre a noi quindi gli Scalzi, Recolletti, Assunzionisti: tutti venuti per incontrarsi con il Papa in questa storica visita. È stato un momento veramente forte come voleva S. Agostino: "un cuor solo e un'anima sola in Dio".
La bellissima basilica romanica di S. Pietro in Cielo d'oro custodisce le ossa del S.P. Agostino in un'arca monumentale del XIV sec. In questa perla di Pavia, ricordata anche da Dante nella Divina Commedia, giace pure il Re Liutprando che riscattò i resti mortali del Santo Dottore d'Ippona come anche giace, nell'elegante cripta, il celebre filosofo Severino” Boezio autore dell'opera "Le consolazioni della Filosofia".
La Basilica di Pavia, che conserva le reliquie di S. Agostino, è dedicata a S. Pietro e già in questo sembra stabilire un particolare rapporto tra il Santo e il vicario di Cristo.
Alle ore 13,30 tutti i religiosi agostiniani convenuti a Pavia erano già nel tempio in attesa dell'arrivo del S. Padre. Momenti di preghiera e di grande commozione. Solo i Religiosi Agostiniani si trovavano attorno alla tomba del loro Padre, mentre fuori si erano radunate diverse suore Agostiniane con le loro scolaresche che agitavano le bandierine pontificie. L'attesa si è prolungata un pò, ma ecco finalmente il successore di Pietro che entra accolto dal Priore Generale dell'Ordine Agostiniano. Mentre il Papa faceva il suo ingresso, si è levato sotto le volte della Basilica il coro dei religiosi Agostiniani che cantavano in musica gregoriana l'inno: "Magne Pater Augustine".
Giunto davanti all’Arca che contiene le reliquie di S. Agostino, il Papa si è raccolto in preghiera, ha venerato le preziose reliquie e poi si è soffermato ad ascoltare le notizie storiche che gli dava il Priore del Convento P. Mario Bettero. Quindi l'illustre ospite ha salutato i singoli religiosi rivolgendosi a tutti con paterna affabilità chiedendo notizie e distribuendo corone del S. Rosario. Non sono mancate le sue consuete battute come quando incontrando Fr. Mario Merelli (che si trova nella nostra comunità che sta in Vaticano ed è addetto alla Sacrestia Pontificia) ha esclamato: "Ah, questo poi non lo conosco proprio!". Nel salutare poi Fr. Federico Bellotti il Papa si è rallegrato con lui nel riconoscere il fedele religioso che ha sempre assistito Papa Giovanni fino alla morte. È venuto anche il mio turno e mentre baciavo la mano del Vicario di Cristo, il cuore mi batteva forte forte, ma ho avuto lo stesso la forza di dire: "Vengo da Tolentino dove c'è San Nicola!" e il Papa ha esclamato: "Ah, San Nicola!" ricordando naturalmente le visite che da Cardinale egli aveva fatte al Santuario di Tolentino. Seguitando il giro il S. Padre si è fermato in particolare con i novizi biancovestiti. In quel clima così intenso di familiarità con un personaggio tanto illustre mi tornavano in mente le eterne parole del Vangelo rivolte al Principe degli Apostoli: "Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa", o anche quelle pronunciate da Gesù dopo la resurrezione in riva al lago di Tiberiade: "Pietro, mi ami tu? Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle".
Mi sembrava di sentire che in quel momento anche le ossa di S. Agostino esultavano con tutti noi, lui che ha tanto amato la Chiesa e che ha avuto parole di grande fiducia e venerazione per i Papi del suo tempo.
Terminata la visita al Centro Agostiniano di Pavia il Papa è risalito in macchina per riprendere il cammino a "confermare i fratelli nella fede" secondo il comando di Cristo. Prima di partire gli occhi del Pontefice si sono posati su Walter (il più robusto dei novizi) al quale il Papa ha rivolto un gesto con il pugno stretto che voleva significare un incoraggiamento a essere robusto anche nella vita agostiniana e nel suo futuro apostolato.
Questa visita papale è  stata la più intima e familiare di tutto il pellegrinaggio lombardo del Papa perché tutto si è svolto in for ma privata e perciò più spontanea.
I Novizi e io siamo rimasti tanto entusiasti di questo bel dono che il Signore  ci ha fatto e abbiamo concluso il nostro pellegrinaggio con una bella liturgia ambrosiana nel grandioso Santuario di S. Rita tanto  caro ai Milanesi e poi con un pasto veramente fraterno dalle Consorelle agostiniane di Voghera insieme alle quali poi abbiamo pregato nella loro accogliente Chiesa nella quale a suo tempo celebrò il B. Don Orione, anche lui tanto devoto del Papa.
In terra Lombarda Agostino si è convertito per le preghiere e le lacrime della sua Santa Madre Monica e per la predicazione del Santo Vescovo Ambrogio. A Milano ha ricevuto il Battesimo. Era conveniente quindi che anche le sue ossa riposassero in terra lombarda, custodite gelosamente dai suoi figli e venerate da tanti devoti che qui vengono da tante parti.
È dunque arrivato anche a proposito l'omaggio del grande e instancabile pellegrino apostolico che è Giovanni Paolo II.

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