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RICORDANDO IL PAPA GIOVANNI PAOLO II


Di Giovanni Paolo II ormai si sa tutto. Io vorrei solo mettere in luce i suoi rapporti con il nostro san Nicola e con gli agostiniani.
Il 12 novembre 1977, alle ore 15.00, aprendo la Basilica mi trovai davanti il cardinale Wojtyla, col suo segretario e altri due sacerdoti polacchi. Era il giorno anniversario della sua prima Messa. Abituato ad accompagnare i pellegrini, gente semplice, con questo ospite illustre mi sono sentito in imbarazzo, tuttavia lo introdussi alla visita del Santuario parlandogli della vita di san Nicola. Mi ricordo che si fermò a lungo in preghiera dinanzi al SS. Sacramento, poi quando gli presentai il registro, dove raccogliamo le firme dei visitatori speciali, al Priore il cardinale confidò di essere stato già altre volte in visita al nostro Santuario.
Il 16 ottobre 1978 mi trovavo a Roma quando la fumata bianca annunciava 1'elezione del nuovo Papa. Piazza San Pietro, fino a qualche momento prima quasi deserta, in pochi minuti si popolò di fedeli. All'annunzio del nuovo eletto, la gente rimase fredda. Poco dopo, Giovanni Paolo II si affacciò dalla Loggia della Basilica e, dopo aver salutato con le parole: «Sia lodato Gesù Cristo», cominciò subito a familiarizzare con la gente presente e con quella di tutto il mondo attraverso i mezzi di comunicazione. Quando concluse con la Benedizione Apostolica, seguirono applausi a non finire.
La domenica successiva, il 22 ottobre, ero presente alla prima celebrazione del suo pontificato. Il Papa, ricordo, iniziò il suo discorso con la voce che rimbombava per tutta la piazza dicendo: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente ... »; quindi seguitò: «Non abbiate paura. Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo ... ». Finita la S. Messa, si affacciò dalla finestra del suo appartamento per la recita dell'Angelus, al termine del quale si rivolse ai giovani dicendo: «Voi siete la mia speranza, siete la speranza della Chiesa!».
Poi iniziarono le sue uscite dal Vaticano. La prima, al Gemelli, per far visita ad un vescovo malato! La domenica successiva si recò al Santuario mariano della Mentorella, retto da sacerdoti polacchi, situato sui monti Prenestini. Alla Mentorella il Papa tornò spesso durante il suo pontificato per onorare la tanto amata Vergine Maria, ma anche per fare lunghe passeggiate.
Il suo primo viaggio all'estero lo portò in Messico. Ho letto sull’Osservatore Romano che in quell'occasione una monaca agostiniana, malata da tanti anni, nel semplice gesto di toccare la veste del Papa, guarì completamente. Fatti analoghi si sono ripetuti più volte. Quando il Papa è venuto a Camerino, una coppia che non riusciva ad aver figli, dopo aver partecipato alla Messa in cui offrì nelle mani del Papa il pane e il vino per il Sacrificio, ebbe il dono del bambino tanto desiderato.
Un'altra data che desidero ricordare è il 3 novembre del 1984, quando il Santo Padre fece visita all'Urna di sant’Agostino, nella Chiesa di San Pietro in Ciel D'Oro, a Pavia. Vi fu un incontro del Papa solo con gli agostiniani. Ci salutò, uno per uno e, quando venne il mio turno, esclamò: "San Nicola!". Quando si sono presentati anche alcuni agostiniani scalzi, lui scherzosamente si è voluto assicurare se erano scalzi veramente. A un novizio piuttosto robusto più volte ripetè: "coraggio!", tenendo il pugno chiuso.
Per il Centenario che ricordava i 1500 anni dalla conversione di sant'Agostino, il Pontefice donò a tutto l'Ordine una dotta lettera: Augustinum Ipponensem.
Si recò pure a visitare il Collegio Internazionale di Santa Monica, e l'Istituto Augustinianum, adiacenti la Piazza San Pietro. In quell’occasione pronunciò due discorsi e familiarizzò molto con i religiosi agostiniani, con i quali consumò anche la cena. Alla fine del pasto disse: "Voi non siete canonici, ma per me è giunta l'ora canonica!" e con questa battuta si congedò dall'assemblea.
Il Papa Giovanni Paolo II è andato in tutte le nostre comunità agostiniane presenti a Roma e dintorni. Dopo Sant'Anna che è la parrocchia del Vaticano, ha poi visitato Santa Maria del Popolo, Sant'Agostino, dove è rimasto colpito dalla bellezza artistica, ma anche dalla grande ricchezza spirituale che quella Chiesa comunica. Basti pensare alla Madonna del Parto e ancora alla tomba di santa Monica, madre di Agostino. Si è recato anche a Santa Prisca sull’Aventino, a Sant’Aurea ad Ostia Antica, al Santuario di Santa Maria Liberatrice di Viterbo, fino a visitare una giovane parrocchia di periferia, Santa Rita a Torbellamonaca, retta anche questa dagli agostiniani. Di questa visita c'è un ricordo simpatico. Il giovane vice parroco, p. Giuseppe Piervincenzi, mentre leggeva il discorso di accoglienza per la commozione non riusciva a proseguire. Il Papa, simpaticamente, dandogli una pacca sulle spalle, gli disse: "Coraggio p. Giuseppe!" Non possiamo infine dimenticare il 22 aprile 1993, quando fece visita al Santuario di Genazzano, dove si venera la Madonna del Buon Consiglio. Lì, recitò il S. Rosario per invocare la materna protezione di Maria sull'ormai prossimo viaggio apostolico in Albania, fissato per il 25 aprile. In quell'occasione, al Papa venne donata un'immagine della Madonna, che portò con sé a Scutari, per darla alla Chiesa albanese.
Gli agostiniani, il Papa, li aveva anche in casa! Sì, perché tre frati hanno il loro appartamento proprio vicino alla Cappella Sistina e lavorano nella Sacrestia Pontificia. Essi hanno tra gli altri compiti quello di preparare i paramenti del Pontefice e dei numerosi concelebranti. Insomma svolgono un lavoro impegnativo! Spesso il Papa si è visto incoraggiarli e benedirli.
Giovanni Paolo II durante il suo pontificato ha canonizzato e beatificato diversi religiosi appartenenti al nostro Ordine. Tra questi ricordiamo sant'AIfonzo de Orozco, il beato Polanco, il beato Ezechiele Moreno, i beati Teresa Fasce e Elia Nives.
Particolarmente toccante è stata la peregrinatio a Roma dell'urna con il corpo di santa Rita, che, dopo aver sostato per due giorni nella Basilica di Sant’Agostino, è stata portata in Piazza San Pietro. In quell’occasione, il Papa, dopo la S. Messa, celebrata dal cardinal Sodano, è sceso in piazza per onorare la Santa e salutare l'immensa folla di pellegrini e devoti di Rita che erano accorsi.
L'ultimo dono che il Santo Padre ha fatto all'Ordine Agostiniano è quello del novembre 2004, quando per le celebrazioni dei 1650 anni della nascitadi sant’Agostino le sue reliquie sono state portate a Roma e il Papa ha voluto averle per un giorno nella sua cappella privata, dove, davanti all'urna, si è fermato lungamente in orazione componendo anche una preghiera al Santo.
Ormai tutti i primati sono di questo Papa! Viaggi in tutto il mondo, documenti, discorsi, canonizzazioni e beatificazioni...
Ma il suo primato più importante è quello della Carità. Questo Papa, devoto di Maria, ha amato Cristo, la Chiesa e tutti gli uomini del mondo e con la sua vita ci ha testimoniato che tutto è destinato a scomparire; ciò che rimane è solo la Carità!

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